Egli comprende che il sapere conosciuto serva ad imparare verità già dimostrate, ma non a trovarne di nuove. E' così necessario dare un nuovo fondamento al sapere.
Ribadisce che gli piacevano le matematiche per la certezza e l'evidenza delle loro ragioni.
S interroga su: ''Perchè mi trovo così sperso tra dubbi ed errori? Perchè non è possibile costruire altri saperi su questi fondamenti?''. Conclude così che tutto il sapere proposto al collegio, serve per imparare verità già scoperte, ma non permette di trovarne di nuove. Così bisogna ricercare un nuovo metodo per trovare i fondamenti del sapere.
La parola ''metodo''significa modo, sistema per guidare l'intelligenza; deriva dal greco ''meta'', cioè oltre, dopo e ''hodos'', cioè strada, via.
Nel conclusione questa è la strada, tappe, regole per procedere verso la verità senza cadere in errore.
Le quattro regole del metodo di Cartesio sono enunciate nell'opera ''Discorso del metodo''.
Esse sono disposte in successione e hanno un nome.
- la prima regola è quella dell'evidenza; essa afferma che bisogna prendere come vero solo ciò che risulti tale con evidenza; bisogna prendere come verità solo ciò che immediatamente ci appare come vero, cioè chiaro e distinto. La parola chiarezza significa che la verità non deve essere confusa, si giustifichi da sè, sia limpida e lineare, balzi subito agli occhi. Come distinta Cartesio intende ben definita in sè stessa, riconoscibile, distinguibile, che non si confonda. L'evidenza si può ritrovare in modo chiaro e distinto con l'esempio seguente: ''il mal di denti''. L'atto con cui si coglie questa verità è l'intuizione; con essa comprendiamo subito qualcosa, non è un ragionamento fatto di passaggi logici, ma significa cogliere una verità immediata, trasparente, che balza subito agli occhi.
- la seconda regola è quella dell'analisi, la quale prescrive di dividere ogni problema nelle sue parti elementari: risolte individualmente, esse rendono più facile la soluzione del problema stesso.
- la terza regola della sintesi prescrive di procedere nella conoscenza passando dagli oggetti più semplici a quelli più complessi, attraverso grandi successivi.
- la quarta regola dell'enumerazione o revisione prescrive di fare sempre enumerazioni complete e revisioni generali, così da essere sicuri di non omettere nulla.
QUALI VERITA' HANNO I CARATTERI DI EVIDENZA, CHIAREZZA E DISTINZIONE?
Per trovare una verità evidente, cioè chiara e distinta, è necessario prendere tutte le verità che si presentano all'uomo e metterle alla prova, dubitarle.
Questo metodo del dubbio viene chiamato ''dubbio metodico''.
Esso è un dubbio che non ha lo scopo di distruggere tutto, ma che serve per trovare la verità.
Ogni verità che ottiene l'uomo deriva dai sensi, dall'intelletto e dalla scienza.
La verità sensibili sono ottenute attraverso la conoscenza dei sensi.
Qualche volta i sensi però ci possono ingannare, altre volte invece ci indicano la verità; ma poichè i sensi a volte ingannano, come si può fidarsi di loro?
Inoltre c'è un ambito particolare di massimo inganno dei sensi: il sogno.
Le verità sensibili non sono certe.
La veritè intellettive, sono ottenute attraverso il ragionamento.
Cartesio afferma che anche un ragionamento può essere errato; se ad esempio partiamo da una premessa sbagliata o se ci si smarrisce nei passaggi logici. Conclude dicendo che anche le verità intellettive possono essere errate.
Infine analizza le verità scientifiche, cioè ottenute dalla scienza. In genere sono valide ma non assolute. Inoltre immaginiamo che esista un genio maligno ingannatore, un possibile principio primo, una divinità.
Nessun commento:
Posta un commento